mercoledì 1 aprile 2026

“Progetto FUMO: cittadini in campo contro l’inquinamento”

 

L’Agro Aversano si trova ad affrontare una crescente emergenza ambientale legata all’inquinamento atmosferico, con livelli di polveri sottili che destano forte preoccupazione tra cittadini ed esperti.

A promuovere l’iniziativa è l’ingegnere chimico Enzo Fumo, da anni impegnato nello studio della qualità dell’aria sul territorio e punto di riferimento locale in materia di inquinamento ambientale.

In risposta a questa situazione critica nasce il “Progetto FUMO”, un’iniziativa civica e scientifica che punta a raccogliere dati concreti per comprendere l’impatto reale della qualità dell’aria sulla salute pubblica.

Il progetto si propone di colmare una lacuna informativa attraverso il coinvolgimento diretto della popolazione. L’obiettivo è costruire una base dati dettagliata che permetta di analizzare fenomeni spesso segnalati ma poco documentati, come la presenza di odori sgradevoli, episodi di aria irrespirabile e la diffusione di disturbi respiratori.

Elemento centrale dell’iniziativa è la partecipazione attiva dei cittadini, invitati a contribuire inviando segnalazioni e informazioni utili tramite un canale WhatsApp dedicato. Le segnalazioni raccolte consentiranno di mappare il fenomeno sul territorio e individuare eventuali correlazioni tra inquinamento e sintomi respiratori.

Parallelamente, il progetto mira ad avviare collaborazioni con farmacie e strutture sanitarie locali per analizzare l’andamento della vendita di farmaci legati a patologie delle vie respiratorie. Questo permetterà di ottenere un indicatore indiretto ma significativo dell’impatto sanitario dell’inquinamento.

Un ulteriore passo sarà rappresentato dall’approfondimento scientifico attraverso analisi chimico-fisiche delle polveri sottili, con l’obiettivo di identificarne l’origine e definire strategie di intervento più efficaci e mirate.

“Progetto FUMO” nasce con l’intento di trasformare la preoccupazione collettiva in azione concreta, promuovendo trasparenza, consapevolezza e responsabilità condivisa. Difendere la qualità dell’aria significa tutelare la salute presente e futura della comunità, in particolare delle fasce più vulnerabili.

I cittadini sono invitati a partecipare attivamente: ogni segnalazione può contribuire a fare chiarezza e a costruire le basi per interventi concreti.

Per informazioni e segnalazioni:  WhatsApp: 338 843 3029

Respirare aria pulita è un diritto. Difenderlo è un dovere di tutti.

martedì 10 febbraio 2026

Teverola soffoca. I dati lo dicono, il Comune tace

 

La realtà ambientale di Teverola è terrificante. Non è un’esagerazione retorica: è la sintesi di anni di dati, dossier ufficiali, inchieste e allarmi tecnici che documentano uno stato di emergenza ambientale continuo, con evidenti e gravi implicazioni per la salute pubblica.

Le analisi più recenti sulla qualità dell’aria, tra cui il report “Mal’Aria di Città” di Legambiente Campania, confermano che Teverola è tra le città campane con livelli di inquinanti che superano di gran lunga gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria, con impatti reali sul benessere della popolazione.

Ma questa emergenza non è nata ieri, né è un problema esclusivo di qualche anno fa.

Già nel settembre 2013 era stato trattato pubblicamente il tema dell’inquinamento nell’Agro Aversano: in un post pubblicato su un blog locale, si raccontava di una situazione in cui, in base ad analisi svolte da tecnici dell’US Navy, vaste aree dell’Agro Aversano, comprese zone di Teverola, venivano considerate ambienti compromessi dal punto di vista ambientale e sanitario. In quel testo si parlava di famiglie statunitensi che avevano abbandonato il territorio per motivi legati all’inquinamento, e si denunciava il perdurare di sostanze tossiche oltre i limiti di sicurezza. (Puoi leggerlo integralmente qui: https://peralzatadimano.blogspot.com/2013/09/via-gli-italiani-dallagro-aversano-per.html)

Allo stesso tempo, L’Espresso pubblicò l’inchiesta “Bevi Napoli e poi muori”, basata su dossier e analisi elaborati dagli enti americani, che documentavano rischi ambientali e sanitari diffusi in vaste aree tra Napoli e Caserta e denunciavano l’assenza di adeguate risposte istituzionali italiane.

Di fronte a questi allarmi, documentati, tecnici, internazionali, troppi amministratori locali hanno reagito con silenzio, banalizzazione e spot di facciata, invece di assumere responsabilità politiche e amministrative chiare.

Tra coloro che hanno avuto incarichi negli anni e che oggi siedono ancora nell’amministrazione comunale emerge una responsabilità politica evidente. In particolare, l’attuale sindaco Gennaro Caserta, anche per la sua formazione medica, non può non essere consapevole dell’impatto che l’inquinamento dell’aria ha sulla salute della popolazione. I dati sull’inquinamento atmosferico si traducono in patologie respiratorie, cardiovascolari e in un peggioramento complessivo della qualità della vita, ed è su questo terreno che si misura la responsabilità di chi amministra.

Eppure, nonostante anni di allarmi e rapporti, l’inerzia amministrativa è stata la regola, non l’eccezione.

Gli annunci di centraline, comunicati stampa e passerelle istituzionali non bastano.
La qualità dell’aria non si migliora con le foto, ma con politiche strutturali, investimenti concreti e piani rigorosi basati su evidenze scientifiche.

Per cambiare davvero il destino di Teverola servono scelte coraggiose e immediatamente operative a partire dall’adozione di criteri urbanistici che tutelino la salute applicando il metodo olandese 3–30–300 per garantire più alberi visibili dalle abitazioni, maggiore copertura arborea nei rioni e spazi verdi raggiungibili a piedi, condizionando le nuove licenze edilizie al verde prevedendo per ogni nuova autorizzazione l’obbligo concreto di piantare almeno tre alberi con vincoli di manutenzione e garanzie nel tempo, avviando una riforestazione urbana progettata e monitorata perché non bastano piantumazioni simboliche ma servono micro-boschi, corridoi verdi e fasce forestali pianificate con l’aiuto di agronomi competenti, recuperando il verde pubblico esistente oggi in molti casi abbandonato all’incuria in modo indegno e insalubre, attivando controlli ambientali efficaci sulle attività produttive dell’area PIP e sugli stabilimenti potenzialmente inquinanti che devono essere monitorati e sanzionati con rigore e non con tolleranza e infine garantendo la trasparenza totale dei dati ambientali rendendo pubblici e leggibili i dati delle centraline accompagnati da analisi tecniche e report periodici.

La salute non è un’opzione, né un argomento di campagna elettorale. È un diritto fondamentale che questa comunità merita di vedere rispettato. La domanda non è più se si debba agire, ma quando e come. 

A Teverola, la risposta deve essere adesso