Dal monologo di Michele Placido nei panni dell’onorevole Michele Spagnolo, una riflessione sulla politica della provincia di Caserta, tra Comuni commissariati, amministrazioni in bilico e liste elettorali già in costruzione in vista delle prossime elezioni.
In provincia di Caserta, dove alcune comunità hanno già conosciuto il commissariamento e altre vivono momenti di forte instabilità amministrativa, queste riflessioni assumono un significato particolare. Quando un Comune perde la propria guida politica, non si interrompe soltanto un'esperienza di governo, ma si incrina il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, soprattutto quando le crisi sono accompagnate da contrasti interni e difficoltà nel mantenere una maggioranza stabile.
A Caserta, intanto, mentre le elezioni amministrative della prossima primavera sono ancora lontane, le liste cominciano già a prendere forma, si intrecciano relazioni, si cercano candidature e si costruiscono alleanze. È una fase legittima della vita politica, ma è anche il momento in cui sarebbe necessario distinguere la semplice ricerca del consenso dalla capacità di proporre un progetto concreto per la città. Perché una lista non è soltanto un insieme di nomi e una candidatura non può esaurirsi nella somma delle relazioni personali di chi la sostiene.
Il vero interrogativo non è soltanto chi si candida, ma quale idea di città intende realizzare e con quali persone pensa di governarla. Un Comune non è un palcoscenico sul quale esibire la propria influenza, ma un luogo in cui le decisioni incidono sulla vita quotidiana delle persone, dalla manutenzione delle strade ai servizi sociali, dalla gestione delle risorse pubbliche alle opportunità per i giovani.
Le città commissariate dovrebbero rappresentare un'occasione di riflessione per l'intera classe dirigente, non un semplice incidente da archiviare in attesa delle elezioni. Allo stesso modo, i Comuni che si preparano al voto hanno l'opportunità di affrontare le criticità del passato, mettendo al centro programmi verificabili, competenze amministrative e alleanze fondate su obiettivi condivisi, anziché su equilibri personali. La politica è confronto, mediazione e ricerca del consenso, ma quando la conquista del potere diventa l'unico orizzonte, il cittadino rischia di trasformarsi da destinatario dell'azione amministrativa in semplice strumento elettorale.
È una riflessione che riguarda quanti, in Terra di Lavoro, stanno già lavorando alla costruzione delle future liste: vincere le elezioni significa ottenere un mandato, non aver già dimostrato di saper governare. La fiducia degli elettori porta con sé un impegno che si misura nel tempo, attraverso le scelte compiute, le promesse mantenute e la capacità di rispondere delle proprie decisioni.
Perché il consenso può aprire le porte del municipio, ma è il lavoro quotidiano a determinare se quella fiducia sarà confermata o tradita. E quando la politica dimentica questa distinzione, a pagare il prezzo più alto non sono coloro che si contendono incarichi e candidature, ma le comunità che attendono risposte e servizi adeguati.






