mercoledì 7 ottobre 2026

Teverola, scuola dell’infanzia senza acqua: il problema non è solo l’assessore

L’acqua che manca in una scuola dell’infanzia non è una semplice anomalia tecnica. È un problema che riguarda direttamente le condizioni igieniche della struttura e che, quando si ripete nel tempo, impone di interrogarsi sulle responsabilità e sulla capacità dell’amministrazione di affrontarlo in maniera definitiva.

Il plesso di via Pecorario ha già dovuto fare i conti con problemi legati alla distribuzione idrica. E proprio la continuità di queste difficoltà suggerisce di spostare il fuoco della discussione: non soltanto sull’assessore all’Istruzione, ma sulle ragioni per cui una criticità conosciuta non sia stata ancora risolta.

L’assessore ha certamente una responsabilità politica legata alla delega che gli è stata affidata. Ma fermarsi a questo sarebbe riduttivo. Se il problema riguarda da tempo l’impianto o la distribuzione dell’acqua, occorre verificare quali interventi tecnici siano stati effettuati, quali manutenzioni siano state programmate, quali soluzioni siano state valutate e quali risorse siano state previste in bilancio.

È questa la parte della vicenda che meriterebbe maggiore chiarezza. Perché un’amministrazione non dovrebbe limitarsi a intervenire quando l’emergenza si presenta, soprattutto quando la criticità è nota. Serve una programmazione capace di individuare le cause e intervenire alla radice. E in questo quadro la responsabilità politica principale non può che riguardare il sindaco. Non solo perché è il vertice dell’amministrazione comunale, ma anche perché, in qualità di autorità sanitaria locale, ha una responsabilità particolare quando sono in gioco le condizioni igienico-sanitarie di una struttura frequentata quotidianamente da bambini.

In una scuola dell’infanzia l’acqua serve per lavarsi le mani, utilizzare i servizi igienici, pulire gli ambienti e garantire condizioni di sicurezza e igiene. La sua assenza, dunque, non può essere considerata un disagio marginale.

La questione, allora, non dovrebbe diventare l’ennesima caccia al responsabile di turno. Sarebbe più utile ricostruire da quanto tempo esiste il problema, quali segnalazioni siano state fatte, quali interventi siano stati eseguiti e perché non si sia ancora arrivati a una soluzione stabile.

Sono queste le domande alle quali l’amministrazione dovrebbe rispondere. Perché se un problema idrico si ripete, la vera responsabilità non è soltanto di chi deve gestire l’emergenza: è anche di chi avrebbe dovuto prevenirla.

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