venerdì 9 gennaio 2026

Campi estivi non pagati, l’ombra della ritorsione politica: “Puniti per una candidatura scomoda”

Il mancato pagamento del servizio dei campi estivi assume contorni sempre più delicati e controversi. Secondo Si Teverola OdV, non si tratterebbe più soltanto di un ritardo amministrativo, ma di una possibile ritorsione politica.

L’associazione ha regolarmente svolto il servizio per conto del Comune, garantendo attività educative e ricreative rivolte a famiglie e minori. Un servizio concluso, rendicontato e riconosciuto, che tuttavia, a distanza di mesi, non è stato ancora liquidato.

A rendere la vicenda particolarmente paradossale è la stessa missiva del Comune, in cui si legge: “Il Comune desidera esprimere il proprio ringraziamento per la collaborazione, l’impegno e la professionalità dimostrati nello svolgimento delle attività estive, che hanno contribuito in modo significativo alla qualità dell’offerta educativa e ricreativa rivolta alla comunità.”

Il riconoscimento ufficiale del valore del servizio reso accentua il contrasto con la mancata corresponsione dei pagamenti dovuti.

A rendere la vicenda ancora più sensibile è il contesto politico. Il presidente di Si Teverola OdV, Antonio Zacchia, è stato candidato consigliere comunale nella lista Teverola Sostenibile, contrapposta all’attuale maggioranza. Un elemento che, secondo l’associazione, non può essere ignorato di fronte a un’inerzia amministrativa così prolungata.

«Quando un servizio viene svolto correttamente ma non viene pagato – spiega  Zacchia – e l’unica differenza rispetto ad altri casi è l’impegno politico del rappresentante dell’ente, il ritardo perde neutralità e assume un significato che merita approfondimento».

Nel mirino finiscono responsabilità istituzionali ben precise.

Il dirigente competente non avrebbe proceduto alla liquidazione nonostante l’assenza di impedimenti formali noti.

L’assessore competente, Maria Domenica Tirozzi, pur informata della situazione, non risulterebbe aver attivato un’efficace azione di indirizzo e vigilanza. 

La segretaria comunale, dott.ssa Rosalba Vitale, cui spetta il presidio della legalità e della correttezza amministrativa, non avrebbe esercitato un richiamo formale al rispetto dei tempi e delle procedure.
Il sindaco Gennaro Caserta, responsabile del buon funzionamento complessivo dell’ente, avrebbe consentito che il ritardo si consolidasse.

Alla luce di questi elementi, Si Teverola OdV chiede formalmente l’intervento della Commissione Controllo e Garanzia, affinché venga fatta piena luce sull’intera vicenda e vengano accertate eventuali responsabilità amministrative e politiche.

Secondo l’associazione, la questione va oltre il singolo pagamento: se il ritardo di un atto dovuto può essere percepito come strumento di pressione o punizione politica, viene messo in discussione il principio di imparzialità della pubblica amministrazione.

«Il servizio dei campi estivi non è un favore – sottolinea Zacchia – ma un impegno contrattuale. Colpire un’associazione per l’orientamento politico del suo presidente significa colpire la comunità che quell’associazione serve».

L’associazione avverte che ogni ulteriore ritardo rafforzerà la convinzione che non si tratti di disorganizzazione, ma di una scelta consapevole, con implicazioni gravi sul piano democratico e istituzionale.

Una vicenda che ora attende risposte ufficiali e che chiama in causa il rapporto tra amministrazione pubblica, Terzo Settore e corretto esercizio del potere.

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