Il cimitero comunale di Teverola è oggi il simbolo più evidente del fallimento amministrativo che sta attraversando il paese. Erbacce incontrollate, rifiuti, vialetti impraticabili e aree comuni abbandonate raccontano una realtà che va ben oltre la semplice mancanza di manutenzione: qui siamo di fronte a un vero e proprio disprezzo per la memoria e per i cittadini.
La denuncia pubblica è partita dalle opposizioni consiliari, che hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni lo stato di degrado del camposanto, definendolo “un’offesa ai defunti e alle famiglie che ogni giorno vi si recano”.
Le immagini e le segnalazioni hanno acceso un’ondata di indignazione. Sui social, decine di cittadini commentano con rabbia e amarezza, e non mancano richieste esplicite di dimissioni dell’attuale amministrazione comunale, accusata di incapacità, disinteresse e totale assenza di rispetto per i luoghi più sacri della comunità.
La vicenda assume contorni ancora più paradossali se si considera che il sindaco di Teverola è anche un medico. Una figura che per professione si occupa di cura, igiene e prevenzione, ma che alla guida del Comune sembra tollerare un livello di degrado che sfiora l’abbandono strutturale. In ospedale si combatte la decomposizione, al cimitero la si lascia avanzare indisturbata.
Chi oggi entra nel camposanto non trova silenzio e decoro, ma sterpaglie, sporcizia e incuria. Un percorso che per molti cittadini rappresenta un momento intimo e doloroso si trasforma in un’esperienza umiliante, in un luogo che appare dimenticato da chi dovrebbe garantirne la tutela.
Per le opposizioni il problema non è tecnico, ma politico: se un’amministrazione non è in grado di garantire nemmeno la dignità dei defunti, allora viene meno a uno dei suoi doveri fondamentali verso la comunità.
Il cimitero, in questo senso, diventa lo specchio più crudo della situazione del paese: un luogo dove non è stata sepolta solo la memoria, ma anche la credibilità di chi governa.
E quando persino i morti vengono abbandonati, non stupisce che i vivi inizino a chiedere un cambiamento radicale.








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