domenica 18 gennaio 2026

​Un Patto di Civiltà per l'Agro Aversano: dalla negazione alla cura

 

L’attuale condizione dell’Agro Aversano non rappresenta soltanto un’emergenza ambientale, ma una profonda crisi dell’etica pubblica. Assistere al silenzio, o peggio, alla sottovalutazione dei dati allarmanti sull'inquinamento da parte delle amministrazioni locali, significa abdicare al primo e più nobile dovere della politica: la tutela della vita.

​Mentre i rapporti tecnici descrivono una realtà fuori controllo, una parte della classe dirigente sembra aver scelto la via del disimpegno. La distanza tra una politica nazionale spesso distratta da dinamiche centraliste e una politica locale incapace di farsi scudo dei propri cittadini ha creato un vuoto di rappresentanza che oggi si traduce in sofferenza e malattia.

​Non è più tollerabile che il diritto alla salute venga subordinato a calcoli elettorali o a una colpevole inerzia amministrativa. Chi "snobba" l'evidenza scientifica del degrado ambientale si rende complice di un sistema che ha trasformato un territorio d'eccellenza in una ferita aperta nel cuore della Campania.

​In questo scenario di precarietà, l’istituzione di un Polo Oncologico ad Aversa non deve essere intesa come una semplice dotazione infrastrutturale, bensì come un atto di coraggio politico e di riparazione morale.

  • ​Prossimità contro Disagio: Restituire ai cittadini la possibilità di curarsi nel proprio territorio significa abbattere le barriere di una malasanità che costringe alla migrazione sanitaria.
  • ​Risposta al Danno Ambientale: Il Polo rappresenta il riconoscimento tangibile del nesso tra territorio e patologia, un presidio di resistenza contro le conseguenze di decenni di gestione omissiva.
  • ​Centralità della Persona: Mettere al centro chi soffre significa invertire la rotta, passando da una politica dell'abbandono a una politica della cura e della dignità.

​È tempo di promuovere un’alleanza tra le forze sane della società, i tecnici coraggiosi e i cittadini che non intendono rassegnarsi. La battaglia per la salute nell'Agro Aversano è la battaglia per la legalità e per la sovranità del bene comune.

​Non chiediamo concessioni, ma esigiamo il ripristino dei diritti costituzionali. La politica deve tornare a essere lo strumento con cui una comunità si difende e si progetta, non il velo che nasconde le proprie ferite.

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